A Roma si celebra la Montalcini e la Open Science

World Wide Rome - Open ScienceIl 22 aprile è  l’anniversario della nascita del premio Nobel Rita Levi-Montalcini, morta lo scorso anno. Roma la ricorda con un grande evento dedicato a lei e alla Open Science: una scienza aperta, senza più steccati, che grazie alla rete e alla volontà delle ricercatrici e dei ricercatori, sta compiendo passi da gigante nel garantire la condivisione dei propri risultati a tutta la comunità scientifica. E, più in generale, all’intera società.

Teatro dell’evento sarà il Tempio di Adriano. Il programma prevede una serie d’interventi sull’open science al mattino, a partire dalle 11, mentre l’intero pomeriggio sarà dedicato al ricordo di Rita Levi-Montalcini e alla sua eredità scientifica nel campo della neurologia (qui il programma della giornata).

Fra i tanti scienziati protagonisti della giornata, anche l’onorevole Ilaria Capua, paladina della scienza open access sin dal 2006, quando decise di rendere pubblica la sequenza genetica del virus dell’aviaria.

A illustrare il rapporto fra astronomia e open science, nel talk intitolato “Open Sky”, sarà Patrizia Caraveo, direttore dell’INAF-Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Milano. «L’astronomia è la più aperta delle scienze. Tutti i dati raccolti dagli strumenti astronomici, a terra o nello spazio», spiega Caraveo, «vengono archiviati e diventano rapidamente disponibili a tutti. In alcuni casi, i dati sono immediatamente  pubblici e spesso capita che vengano utilizzati contemporaneamente da diversi gruppi. Gli stessi dati sono stati resi disponibili in tempo reale con app dedicate. In questo modo possiamo sapere tutto sull’ultimo lampo gamma visto dal satellite SWIFT, vedere l’immagine più recente del cielo gamma trasmessa da AGILE,  essere sempre informati sui nuovi pianeti extrasolari o conoscere l’attività solare. E questo solo per citare le app più popolari».

Ma l’open science non si limita a consentire l’accesso a dati e risultati: il passo successivo, la versione 2.0 della scienza aperta, è quello di dare a chiunque la possibilità e gli strumenti per partecipare in modo attivo alla ricerca. Un obiettivo che in parte è già realtà. «Centinaia di migliaia di non professionisti sono coinvolti in progetti di citizen science, sempre basati sull’utilizzo di dati liberamente disponibili. Nata nel 2007 con il mitico Galaxy Zoo», ricorda Caraveo, «ora la citizen science trascende i confini dell’astronomia.

 

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