Giornalisti nell’erba apre il Festival internazionale del giornalismo

310x0_1398885564927_Festival_del_giornalismoGiornalisti nell’Erba ha aperto il Festival internazionale del giornalismo di Perugia e ha presentato oltre cento pagine di inchieste sulla “greenicità” delle imprese, realizzate da 500 giovani reporter ambientali coinvolti nel progetto.

Sono state presentate quattro inchieste multimediali per un totale di 103 pagine, 30 interviste video,  più di 90 articoli, sondaggi, grafici e pubblicazioni su quattro piattaforme.

Il progetto del ciclo di workshop di Giornalisti Nell’Erba, che ha riunito enti pubblici, scuole, università, giornalisti, testate e imprese, ha usato, intorno al neologismo #greenicità, le tecniche del giornalismo come strumenti investigativi ed esercizi di comunicazione e narrazione adatti a tutti.“Siamo orgogliosi di esser riusciti a mettere insieme una rete tanto variegata intorno ad un obiettivo comune, quello di offrire una palestra di formazione su lingua e ambiente ai giovani e giovanissimi – dice Paola Bolaffio, project manager e direttore di Giornalisti Nell’Erba –  A partire dalla Regione Lazio, che ha premiato il progetto, dalle scuole e dalle università (prima fra tutti Tor Vergata che ha anche ospitato il ciclo), alla FIMA, la Federazione dei media ambientali di cui sono onorata di essere tra i fondatori, dall’ANSA ed in particolare il canale Scienza & Tecnica, ai docenti e i ricercatori universitari, i giuristi, i giornalisti, i manager e le imprese coinvolte, oltre all’Ordine nazionale dei Giornalisti, da sempre a fianco ai progetti gNe… tutti sono stati pi&u! grave; che disponibili  a fare questo esperimento collettivo per fornire a ragazzi e giovani, ma anche a docenti e colleghi, qualche strumento valido per poter indagare quotidianamente sulla greenicità. Abbiamo utilizzato i ferri del mestiere del giornalista non solo perché sono i nostri, ma perché riteniamo che siano utilissimi a chiunque,  nella vita di tutti i giorni e in qualsiasi campo”.

In particolare, in quello delle questioni ambientali: “Il mondo della greenicità è senza regole, o anzi, probabilmente ne ha troppe, che è uguale. Nessuna definitiva, nessuna con sentenza passata in giudicato, salvo forse adesso, finalmente dopo l’ultimo rapporto IPCC, quella che dichiara colpevole l’uomo dei cambiamenti climatici”, continua Bolaffio. Difficile dunque impartire lezioni. La scelta del progetto Si fa presto a dire green è stata quella di lavorare sulla sperimentazione, con gli strumenti del giornalismo in mano, “strumenti che consentono, anche ai più giovani,  di non sentirsi in difficoltà a fare domande”.
Durante il ciclo di workshop all’Università di Roma Tor Vergata, progetto premiato e co-sostenuto come “Fuoriclasse” dalla Regione Lazio, i gNe hanno “indagato” sulla greenicità di Novamont, Carlsberg Italia e Unilever. “Queste aziende meritano un applauso – dice il direttore di gNe – non solo per il loro percorso verso la sostenibilità, ma perché  si sono messe sotto la lente d’ingrandimento di “giornalisti” speciali, capaci di fare domande che mettono in difficoltà, domande non filtrate da editori amici, domande che possono spiazzarti”.
Le inchieste presentate  al Festival di Perugia “sono anche il risultato molto onesto di questa onestà giornalistica: emergono i percorsi sostenibili, le greenicità indagate, ma anche qualche criticità, nata spontaneamente dai dubbi e dalle domande poste durante il percorso dai partecipanti, dubbi che le aziende e gli esperti hanno cercato di sciogliere, a volte riuscendoci, a volte no”.
“Un applauso – conclude Bolaffio – perché sono state le prime tre aziende che si sono messe in gioco in modo autentico su questo terreno ancora tutto da esplorare”.

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