Intervista a Silvio Ceccuzzi

Nonostante le premesse per una sicura carriera professionale, Silvio Ceccuzzi, trentaduenne romano, ha deciso nel 2009 di lasciare l’industria per approdare al Centro Ricerche Enea di Frascati. “Non rimpiango le scelte che ho fatto” ci dice Ceccuzzi, ingegnere elettronico, che in Enea ha affrontato prima un periodo di training con esperienze in altri laboratori sia in Italia che in Europa ed oggi è impiegato presso il Dipartimento “Fusione e tecnologie per la sicurezza nucleare”, nel laboratorio “Sorgenti, antenne e diagnostiche”. Il suo lavoro si concentra principalmente sullo studio delle onde elettromagnetiche utilizzate nel processo di fusione nucleare, l’alternativa pulita della fissione. “Volendo semplificare al massimo, cerchiamo di riprodurre un sole all’interno di un contenitore di metallo – spiega – Il fine è nobile ed è quello di trovare una nuova fonte di energia, sicura e pulita, che quindi non produca grosse quantità di scorie e immissioni di Co2 nell’atmosfera

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