Intervista a Marco Castelli

A 35 anni, Marco Castelli può dire di aver raggiunto già importanti traguardi professionali. Laureato in ingegneria aerospaziale presso La Sapienza Università di Roma, da circa dieci anni è ricercatore all’ESA, l’European Space Agency dove lavora del programma relativo al lanciatore Vega. Dopo Ariane e Soyuz, il Vega è l’ultimo progetto europeo per lo sviluppo di razzi per la messa in orbita di satelliti, sonde e veicoli spaziali. Un programma fondamentale per la strategia europea di accesso indipendente allo spazio.

All’interno del programma Vega, Marco è ingegnere di sistema e si occupa di monitorare tutte le variabili che possono in qualche modo danneggiare o compromettere il funzionamento di un satellite durante il lancio e la messa in orbita.

“Il programma relativo allo sviluppo di un lanciatore – ci spiega – mantiene in sé tantissimi aspetti tecnologici di ricerca. Il Vega, ad esempio, fa un gran uso di strutture in materiale composito. Noi stiamo andando avanti nello sviluppo di questi materiali che poi potranno trovare applicazioni anche nel settore delle automobili o nel settore aereo. Ciò che investiamo per andare nello spazio, inevitabilmente anni o anche mesi dopo ha delle ricadute sulla vita di tutti i giorni”.

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