Made in Italy nello spazio: le trivelle italiane

 Che il Bel Paese fosse pieno di eccellenze un po’ lo sapevamo già, ma una conferma dell’alto valore tecnico e scientifico di enti e industrie legate allo spazio arriva proprio in questi giorni con la presentazione delle prossime missioni di esplorazione del sottosuolo dei corpi celesti vicini alla terra.

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Grazie alla stretta collaborazione tra ESA – Agenzia Spaziale Europea, ASI – Agenzia Spaziale Italiana e Roscosmos – Agenzia Spaziale Russa, sono in programma diverse missioni esplorative che, grazie alle competenze tecniche italiane scaveranno nel sottosuolo alla ricerca di acqua e forme di vita.

Il programma è fitto. Nel 2016 è previsto il lancio del primo modulo orbitante Tgo (Trace Gas Orbiter) che atterrerà su Marte e si posizionerà in attesa dell’arrivo del secondo modulo previsto nel 2018. Questo secondo modulo porterà sul Pianeta Rosso l’attrezzatura necessaria per gli scavi e le ricerche sopra e sotto la superficie di Marte. Nel 2020, inoltre, è previsto l’avvio di una missione esplorativa sulla Luna alla ricerca di acqua sotto la superficie ghiacciata del nostro satellite.

Le trivelle che saranno protagoniste di queste due missioni fondamentali per comprendere meglio il nostro universo e gli “oggetti” che si trovano vicino al nostro pianeta, sono tutte Made in Italy. Progettate e costruite a Milano, per la precisione a Nerviano, nei laboratori all’avanguardia di Finmeccanica Selex Es. E non sono nemmeno le prime prodotte in Italia: la trivella della famosa missione Rosetta, che ha provato a perforare la cometa 67P, è stata progettata e costruita negli stessi laboratori.

Ma cosa sperano di trovare gli scienziati sotto le superfici della Luna? E di Marte?

Da sempre l’uomo progetta di stabilire un insediamento permanente sul nostro satellite e per farlo, un requisito indispensabile è avere a disposizione acqua: la missione cercherà di scoprire se ce n’è nel sottosuolo lunare, intrappolata a 170 gradi sotto zero. Se c’è ed è ghiacciata, la trivella dovrà lavorare in modo da evitarne lo scioglimento, per cui nei laboratori è stato messo a punto, oltre alla speciale punta in diamante policristallino, un movimento combinato tra rotazione e percussione per evitare il più possibile il riscaldamento della superficie. Tutto questo ricreando all’interno dei laboratori uno speciale freezer che simulasse le condizioni della Luna.Luna-superficie

Su Marte invece, gli scienziati andranno a caccia di forme di vita fossile vissute molti milioni di anni fa in altre ere geologiche, ma la speranza è di trovare qualche forma di vita che si potrebbe essere sviluppata sotto i due metri di strato superficiale. Infatti, sono proprio due metri di materiale che potrebbero proteggere le eventuali forme di vita dalle radiazioni provenienti dallo spazio profondo.

Una missione di questo tipo, progettata e realizzata nel vecchio continente, permetterebbe anche di dimostrare al mondo che l’Europa è in grado di inviare una sonda sul Pianeta Rosso e di eseguire campionamenti e analisi di materiali, coordinando una missione altamente complessa.

Le premesse sono ottime e molto incoraggianti, la collaborazione tra i migliori centri di ricerca europei sta procedendo spedita ottenendo ottimi risultati.

Molte delle tecnologie che saranno impiegate su Marte in queste due missioni in successione sono italiane, dimostrando il livello di eccellenza mondiale dei centri di ricerca made in Italy: oltre alla trivella che arriverà con il secondo “invio”, vestiranno il tricolore anche la stazione meteo Dreams, progettata presso l’Osservatorio astronomico di Capodimonte dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf); i generatori fotovoltaici e i sistemi di distribuzione che danno energia, così come i sensori per l’orientamento e i componenti dello strumento di osservazione Cassis agganciati al primo modulo in partenza nel 2016.

Nonostante le difficoltà che la ricerca italiana si trova a fronteggiare ogni giorno, date soprattutto dalla scarsità degli investimenti, i centri del bel paese continuano a produrre scienziati, tecnologie e laboratori all’avanguardia, contribuendo in maniera significativa allo sviluppo della conoscenza in ambito scientifico.

Una bella prospettiva anche per i giovani!

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