Diventare astronauti, missione possibile!

 

Come si diventa astronauti? Come viene scelto chi guida lo space shuttle o chi parteciperà alle missioni sulla stazione spaziale internazionale?

Sono domande a metà tra il serio e il faceto, tra la curiosità di capire quali competenze deve avere una persona che può affrontare questo tipo di sfide e il desiderio di pensare “mio figlio può diventare astronauta”.

Paolo-Nespoli

Domande che ci siamo fatti tutti almeno una volta nella vita.

Il mito dell’astronauta, dell’uomo eccezionale capace di spingersi oltre i confini del mondo conosciuto, resiste e anzi conosce una seconda giovinezza in termini di popolarità e apprezzamento. Grazie alle personalità uniche che hanno popolato lo spazio in questi anni e alla possibilità data dalle nuove tecnologie di avere un filo diretto con gli astronauti, viaggiare tra le stelle è diventato un sogno per tutti. Basta guardare il successo social della nostra AstroSamantha o dell’americano Scott Kelly, per capire lo straordinario appeal che lo spazio e le missioni di esplorazione riscontrano in questi anni.

Giusto qualche giorno fa la notizia che oltre 18mila persone si sono candidate alla campagna di reclutamento per futuri astronauti lanciata dalla Nasa. Tra tutti coloro che hanno mandato il curriculum saranno scelte tra le 8 e le 14 persone, insomma una selezione durissima considerato che i nomi dei futuri astronauti saranno noti a metà 2017.

Le caratteristiche che devono avere gli aspiranti astronauti sono principalmente due: una formazione scientifica di tutto rispetto e forma fisica perfetta.

Insomma, mens sana in corpore sano.

Vista da 10/decimi, pressione sanguigna nella norma (140/90) e un’altezza compresa fra 1,57 e 1,90 metri (eh si, banalmente le persone molto alte o molto basse non sono compatibili con le attrezzature e macchinari in uso).

Un aspetto molto interessante è che queste selezioni sdoganano (almeno un pochino) anche lo stereotipo dello scienziato: gli astronauti devono essere in perfette condizioni fisiche ma soprattutto devono avere un cervello che funzioni altrettanto bene. Serve una laurea e preferibilmente un dottorato e un’esperienza di lavoro di almeno tre anni, che vuol dire avere un cervello, averlo nutrito a dovere e sapere come farlo funzionare. Il tutto mentre ti sei tenuto in ottima forma fisica.

Ah, caratteristica preferenziale è di avere il brevetto da pilota con almeno 1.000 ore di volo.

Le lauree necessarie per accedere alla selezione sono diverse: ingegneria, scienze biologiche, fisica, informatica o matematica, medicina. I gruppi di astronauti sono piuttosto eterogenei, anche se tutti hanno una solida base scientifica, segno che un gruppo di successo ha al suo interno il maggior numero possibile di competenze.

Le candidature alla selezione Nasa sono chiuse, ma è plausibile che anche l’ESA apra le selezioni per formare il nuovo team di astronauti che andrà a sostituire quello attuale, in cui opera anche la nota Samantha Cristoforetti. L’ESA, ai tempi della precedente selezione, pubblicò una brochure informativa con alcune indicazioni. Per chi volesse tentare la carriera da astronauta, la guida di ESA è scaricabile al link: http://www.esa.int/Our_Activities/Human_Spaceflight/European_Astronaut_Selection/Astronaut_selection_brochure

Oggi speriamo che il mito dell’astronauta, anche grazie alle eccezionali doti comunicative di questi professionisti, faccia presa sui giovani e faccia percepire loro la scienza non come qualcosa da nerd, ma un modo di espressione della propria mente e del proprio fisico.

In bocca al lupo a chi tenterà questa scalata verso le stelle.

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