Intervista a Fabio Bellini

Fabio Bellini è un giovane docente del Dipartimento di fisica della Sapienza Università di Roma e allo stesso tempo ricercatore dell’INFN, l’Istituto nazionale di fisica nucleare. Specializzato in fisica delle particelle elementari, con alle spalle un’esperienza all’Università di Stanford, Bellini oggi si divide tra Roma e i Laboratori nazionali del Gran Sasso, impegnato in quella che sembrerebbe una impresa estremamente affascinante: la scoperta del cosiddetto neutrino di Majorana.

“Noi sappiamo che tutte le particelle elementari hanno un loro partner – l’antimateria – con delle proprietà peculiari come ad esempio la carica opposta. Il partner dell’elettrone è l’antielettrone o positrone, comunemente usato nelle analisi cliniche chiamate PET (Tomografia ad emissione di positroni, ndr). Il neutrino è una particella neutra e potrebbe essere l’unica che è l’antiparticella di sé stessa, quindi una proprietà completamente nuova. La scoperta di questa proprietà potrebbe dare importanti indicazioni sul perché l’universo sia fatto di materia invece che di antimateria”.

Si tratterebbe, spiega Bellini, della prima evidenza di fisica oltre il modello standard conosciuto. Ma per scovare un neutrino di Majorana bisogna ricercare un “decadimento particolarmente raro che avviene una volta ogni milione di miliardi, di miliardi di anni”.

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