Assegnato il Grant Europeo ERC 2015

Il ricercatore dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN Andrea Longhin ha vinto uno dei prestigiosi grant europei, l’ERC (European Research Council) consolidator grant 2015, per un progetto di fisica del neutrino. Il progetto, denominato Enhanced NeUtrino BEams from kaon Tagging (ENUBET), partirà ufficialmente l’1 giugno 2016. Avrà una durata di cinque anni e ricerverà un finanziamento pari a due milioni di euro (fonte INFN Comunicazione)

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Ma cosa è ENUBET?

ENUBET è un progetto di ricerca che vuole aprire una nuova frontiera nella fisica del neutrino, fornendo ai fisici uno strumento d’indagine inedito: una sorgente intensa di neutrini elettronici che hanno una precisione dieci volte superiore agli standard. Questa sorgente darà la possibilità di misurare come mai fatto prima le interazioni dei neutrini elettronici con la materia.

 

Ciao Andrea, cosa significa per te fare ricerca?

Secondo me fare ricerca è mantenere in esercizio la propria curiosità verso la natura tenendo le “antenne dritte” per intuire quali sono i settori in cui c’è spazio per fare qualcosa di nuovo e interessante. In questo la componente “ludica” è molto importante per mantenere alta la vivacità intellettuale. I ricercatori nel mio settore fanno cose impegnative e a volte anche pesanti in termini di responsabilità, burocrazia e relazioni, ma sempre cercando, in fondo, di divertirsi in quello che fanno.

 

Parlaci di ENUBET

La sfida di ENUBET è di riuscire a misurare i positroni che accompagnano la produzione dei neutrini elettronici nei tunnel di decadimento. Lo strumento che intendiamo sviluppare è un tunnel di decadimento “intelligente” basato su innovativi foto-sensori al silicio potenzialmente in grado di superare le difficoltà attuali (resistenza alla radiazione, velocità di risposta, costi).

 

Vedi uno sviluppo futuro della tua ricerca? Quale?

Certo, ENUBET è proprio un esperimento di transizione. Conoscere precisamente il modo in cui i neutrini elettronici interagiscono con la materia servirà ai futuri programmi internazionali che cercheranno di misurare come i neutrini muonici si trasformano (oscillano) in neutrini elettronici su distanze dell’ordine di 1000 km. Questo permetterà di capire se c’è violazione della simmetria CP nelle oscillazioni dei neutrini.

Uno sviluppo ulteriore del progetto consiste nel dimostrare la fattibilità di associare individualmente la produzione e l’interazione del neutrino misurandone accuratamente i tempi. In questo modo si avrebbe un’informazione “a priori” sul tipo di neutrino che ha interagito e sulla sua energia. Un vero salto di qualità che permetterebbe di fare fisica del neutrino di alta precisione.

 

La cifra assegnata può sembrare enorme. Ma quanta tecnologia c’è dietro questo esperimento? Quali spese da affrontare?

 Il progetto dura 5 anni e richiede la creazione di un team di collaboratori che saranno in parte finanziati dall’Unione Europea. Ci sono molteplici aspetti da simulare e verificare e serve un notevole sforzo umano per cercare le soluzioni più intelligenti, anche alla luce delle difficoltà che potremmo incontrare. Costituire un ottimo team è quindi importantissimo. Inoltre, una fetta consistente del budget verrà utilizzata per la costruzione di un rivelatore di particelle molto innovativo che utilizza dei fotosensori al silicio (Si-PM) su larga scala. Questi fotosensori leggeranno la luce emessa dal transito delle particelle dentro a materiali plastici scintillanti alloggiati in una struttura alternata di scintillatori e assorbitori metallici. Sarà necessario sviluppare delle schede di elettronica rapide e a basso costo per campionare molto finemente in tempo i segnali che usciranno dal rivelatore per distinguere le particelle interessanti (i positroni) da quelle, prevalenti, di disturbo (i pioni carichi e neutri).

 

 

 

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