Catalina Curceanu ha vinto il premio “Women in Physics Lecturer”

L’Istituto australiano di Fisica celebra ogni anno il contributo delle donne ai progressi ottenuti nel campo della fisica con il premio “Women in Physics Letture”. Tra le centinaia di candidature ricevute per l’edizione 2016 il premio è stato attribuito a Catalina Curceanu dei Laboratori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare INFN di Frascati.

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La vincitrice del prestigioso premio internazionale sarà quindi invitata a tenere un tour di seminari nei diversi stati australiani, nelle Università, negli enti di ricerca, ma anche scuole e in alcune occasioni di scambio tra scienza e opinione pubblica, con particolare riferimento alla fisica moderna e alle ricerche dell’INFN.

Dal 1997, l’istituto di fisica australiano premia le migliori donne ricercatrici, che con il proprio lavoro quotidiano, danno un contributo nel campo della fisica.

Ciao Catalina, parlaci di questo premio…

Il premio che ho ricevuto mi vedrà impegnata in un tour australiano della durata di circa un mese. È un riconoscimento alla mia attività scientifica e divulgativa, un premio al lavoro fatto in centinaia di scuole e per il largo pubblico, sia direttamente, sia attraverso i miei articoli divulgativi pubblicati in giornali di vari paesi del mondo. Senza dimenticare il libro pubblicato di recente “Dai buchi neri all’adroterapia”.

Sono ovviamente molto felice e non vedo l’ora di fare il giro degli enti di ricerca e le scuole australiane, un continente tutto da scoprire!

Vorrei portare lì con me gli studi di meccanica quantistica svolti presso i laboratori sotterranei del Gran Sasso e l’esperimento SIDDHARTA2, che misura atomi esotici presso l’acceleratore DAFNE ai Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN, che sono i temi di ricerca dei quali mi occupo. Ma anche un po’ di Europa. Racconterò la “mia Europa”, con particolare riguardo alla cultura italiana e a quella rumena.

E vorrei riportami a casa un po’ di spirito australiano . Non vedo l’ora di iniziare!

A chi dedichi questo premio?

Lo dedico con tanto amore alla mia famiglia: Aurel, Luminita, Mona, Adina, Eric, Anastasia, Edi, Sorin e Marius.

 

In bocca al lupo a questa “donna della ricerca”, che ha già insegnato in molte occasioni pubbliche quanto sia importante condurre il proprio lavoro con passione, dedizione, cuore e creatività.

 

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