Intervista a Ryugo Hayano responsabile del progetto ASACUSA

Abbiamo intervistato il professor Ryugo Hayano dell’Università di Tokyo e responsabile del progetto ASACUSA per la ricerca sull’antimateria al Cern di Ginevra. Ryugo Hayano è molto conosciuto in Giappone come il fisico più coinvolto nel monitoraggio delle radiazioni e dei loro effetti dopo il tragico evento di Fukushima del 2011.

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Nel 2008, ha ricevuto il “Nishina Memorial Prize”, il più prestigioso premio per la fisica in Giappone, per il suo studio sugli atomi formati da antiprotoni ed elio, può dirci qualcosa di più su questo importante risultato?

In natura esiste un’antiparticella per ognuna delle particelle conosciute e l’insieme delle antiparticelle compone l’antimateria; per esempio l’antiprotone è l’antiparticella del protone. Esse possono essere prodotte in piccole quantità usando degli acceleratori di particelle come quelli del CERN. La mia scoperta consiste nella creazione e nello studio delle proprietà di un tipo di atomo “esotico”, composto da un nucleo di elio intorno al quale orbitano un elettrone e un antiprotone. Sto usando un laser ad alta precisione per studiarne la struttura nel dettaglio e misurare la massa dell’antiprotone per vedere se è uguale a quella del protone. Se si riscontrasse anche soltanto una piccola differenza, sarebbe una scoperta da premio Nobel. Ma per ora i dati non consentono tale conclusione.

Lei probabilmente è il fisico giapponese più coinvolto nel monitoraggio delle radiazioni e dei loro effetti dopo il tragico evento di Fukushima del 2011. Che cosa l’ha spinta a dedicare parte del suo tempo a questo studio? Che cosa ha fatto durante l’emergenza di Fukushima?

Inizialmente, dopo aver appreso dell’incidente di Fukushima, ho iniziato a raccogliere dati, disegnare mappe e grafici e a condividerli attraverso il mio account twitter (@hayano). Sono stato sorpreso di vedere che il numero dei miei followers è passato da circa 3000 a più di 150000 in pochi giorni. Secondo la rivista Scienze, nell’Ottobre del 2014 ero al 22esimo posto tra gli scienziati più seguiti nel mondo. Ho pensato che fosse mio dovere, come scienziato che spende una quantità considerevole dei soldi dei contribuenti, fare la mia parte per il benessere della società. Come può immaginare avere l’attenzione di tutti questi follower genera un po’ di pressione.

Successivamente ho proposto di dare il via a un programma di test di radioattività sui pasti distribuiti nelle scuole. Sempre attraverso twitter, nel 2011, sono entrato in contatto con dei medici che stavano cercando di mettere a punto delle procedure per la misura di radioattività interna che fossero affidabili. Le misurazioni condotte tra l’inverno del 2011 e la fine del 2012 hanno coinvolto più di 30000 residenti e hanno sorprendentemente mostrato che il 100% dei bambini e il 99% degli adulti non risultavano contaminati dal Cesio radioattivo. I livelli di contaminazione erano di molto inferiori a quelli misurati sulla popolazione giapponese nel 1964, quando l’ambiente era particolarmente contaminato a causa dei test atomici fatti nell’atmosfera. Tuttavia queste buone notizie non sono state sufficienti per i genitori preoccupati. In parte anche perché il WBC usato era progettato per fare misure su soggetti che devono restare immobili per un paio di minuti. Dunque le misure fatte su neonati o bambini piccoli non potevano essere molto precise. Ho progettato quindi un dispositivo che ora è conosciuto come BABYSCAN per effettuare efficaciemente lo stesso screening sui bambini. Finora sono state effettuate misurazioni su più di 5000 neonati e bambini e i risultati mostrano che nessuno ha livelli misurabili di Cesio radioattivo in corpo). Noi crediamo che il rischio di esposizione a radiazioni interne nella zona di Fukushima sia trascurabilmente basso.

Ho inoltre attivato un progetto per stabilire quanto fosse elevato il rischio di radiazioni esterne a Fukushima rispetto ad altre zone geografiche. A questo progetto hanno partecipato circa 200 studenti provenienti da diverse zone del mondo. I dati raccolti sono stati analizzati dagli studenti di Fukushima che si sono anche occupati di scrivere la prima bozza dell’articolo, poi pubblicato su una rivista scientifica. I risultati dimostrano in modo convincente che il livello di radioattività esterna a Fukushima è nella media.

 

Cinque anni sono passati da quel terribile incidente, pensa che una cosa del genere possa ripetersi ancora?

L’incidente di Fukushima ci ha insegnato che se qualcosa può andare male, lo farà. Il numero di reattori nucleari in funzione sta aumentando specialmente nei paesi asiatici. Purtroppo non possiamo escludere la probabilità che si verifichino nuovi incidenti, ma dobbiamo impegnarci a ridurne la probabilità.
Le persone devono temere il nucleare e le radiazioni?

E’ interessante notare che nessuno a Fukushima è morto a causa di un effetto diretto delle radiazioni. Le morti sono state causate dallo Tsunami, dall’affaticamento durante le evacuazioni e dallo stress post-traumatico. Ci sono molte lezioni da imparare da questo incidente. l’utilizzo o meno dell’energia nucleare è un problema diverso. Anche se è chiaro che una grande percentuale della popolazione giapponese, dopo Fukushima, è contraria all’energia nucleare e si oppone alla decisione del governo di riattivare le centrali nucleari che dopo l’incidente hanno superato le ispezioni di sicurezza.

 

Si ringrazia per l’intervista Catalina Curceanu. Testo redatto da Riccardo Biondi

 

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