La “chimica in cucina”, un tuffo nella scienza di tutti i giorni

In occasione della settimana della scienza coordinata da Frascati Scienza, il 29 settembre si è tenuto presso il SAPERmercato di Frascati il laboratorio “Chimica in cucina – La tavola periodica”, tenuto dall’associazione Ludis, che ha come scopo la divulgazione scientifica e l’avvicinamento del pubblico, soprattutto dei più piccoli, al mondo della chimica.

foto_ludis

Luca Righi e Matteo Iervolino, due studenti che hanno collaborato alla realizzazione della Notte Europea dei Ricercatori nell’ambito del progetto di alternanza Scuola-Lavoro della Regione Lazio hanno intervistato le ricercatrici che hanno tenuto tale laboratorio.

Vanessa e Simona hanno presentato esperimenti divertenti e coinvolgenti, dimostrando come la chimica non sia una materia poi così astratta, ma abbia applicazioni reali e continue nella nostra vita, in cucina ad esempio, svelando segreti delle preparazioni gastronomiche molecolari e mostrando come rendere alcuni piatti più belli o appetibili attraverso piccoli esperimenti chimici attuabili con strumenti di uso quotidiano e con semplici ingredienti edibili. La chimica è in ogni cosa e in ogni luogo, è alla base della vita e conoscerla può senz’altro fornire utili indizi in ogni campo.

Tra gli esperimenti proposti, alcuni hanno maggiormente colpito il pubblico intervenuto. Ad esempio la “cottura” in microonde di un sacchetto di patatine: le onde utilizzata da questo piccolo elettrodomestico per scaldare, portano alla riduzione dell’oggetto fino al 50%. Sempre con le patate fritte in busta, un esperimento più “da laboratorio” per la presenza dell’azoto liquido. Il contenuto della confezione, immerso in questo elemento chimico, risulta ancora edibile, ma produce un curioso fumo che esce dal cavo orale, dovuto alla trasformazione dell’azoto liquido in vapore a causa dell’aumento di temperatura.

Ma perché divulgare la chimica in modo diretto e divertente? Lo abbiamo chiesto alle due ricercatrici di Ludis: “Nei bambini è maggiore la curiosità e non è tanto l’associazione che sceglie di indirizzarsi a questo target, quanto i bambini stessi che, con il loro interesse, si pongono domande di fronte a determinati fenomeni, andando a ricercarne le risposte. Loro saranno degli adulti più interessati, probabilmente, che andranno a costituire un futuro pubblico scientifico”.

Un laboratorio davvero ben curato ed educativo per un’esperienza che mostra, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che tutto quello che ci circonda è fatto di scienza e viene regolato attraverso le leggi della Natura, sebbene a volte ne ignoriamo l’esistenza.

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