Notte Europea dei Ricercatori 2017: il battito del nostro pianeta

Questa sera ci aspetta un evento molto interessante, dal titolo “Il battito del nostro pianeta”, che si terrà dalle 19.00 alle 20.00, presso le Mura del Valadier (via del Castello, Frascati). Siamo infatti durante la settimana della scienza e a breve, venerdì 29 settembre, avrà luogo la Notte Europea dei Ricercatori, la grande manifestazione organizzata da Frascati Scienza per mettere in contatto cittadini e ricercatori e che avrà luogo in decine di città italiane (qui il programma completo).

Fare scienza, però, significa innanzitutto capire e comprendere quello che ci sta intorno, capire la Terra e come sta cambiando. Il nostro pianeta, infatti, sta cambiando velocemente, per tante ragioni. Una di queste è sicuramente l’impatto dell’essere umano e delle sue continue attività: la nostra popolazione raggiungerà ben presto i 9 miliardi, probabilmente entro il 2050, e ci saranno quindi sempre più richieste di accesso ai beni come acqua, cibo ed energia. Tutto questo porta a farci alcune domande importanti: “Come possiamo gestire le risorse in maniera sostenibile? Come possiamo affrontare le sfide che ci rivolgerà il futuro?”

A queste domande una prima risposta potrebbe essere che “non puoi gestire ciò che non puoi misurare”. Cosa significa? Vuol dire che per capire davvero a che punto stiamo e quale sia lo stato di salute della Terra, dobbiamo avere degli strumenti per analizzarla. Ancora più importante, serve sviluppare un adeguato ed efficace sistema di raccolta dei dati che riguardano il nostro pianeta.

Ecco perché questa sera, sarà ospite della settimana della scienza Pierre-Philippe Mathieu, ricercatore dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) che ci racconterà come i satelliti ci possano aiutare nella raccolta dati sulla Terra.

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L’ESA infatti, fondata nel 1975 per coordinare i progetti spaziali di 22 paesi europei, ha tra gli obiettivi principali, oltre allo studio del Sistema Solare e dell’Universo, la “scoperta” della Terra. Numerosi infatti sono i progetti che l’ESA ha rivolto per lo studio delle caratteristiche del nostro pianeta come i satelliti Cluster2 per analizzare la magnetosfera, l’Envisat, il più grande e complesso satellite per controllare globalmente l’ambiente terrestre, o ancora le sonde Double Star per studiare gli effetti del Sole sulla Terra e Cryosat-2, una missione che misura, attraverso un radar, la variazione dello spessore dei ghiacci e la copertura d’acqua.

Stasera non si parlerà però solo di passato e presente, descrivendo i traguardi dell’Europa, ma soprattutto si parlerà di futuro, dei progetti appena iniziati e di quelli che si sta ancora valutando.

Sarà una bellissima occasione per scoprire quanto le ricerche spaziali siano importanti per lo studio della Terra e quanto siano, nonostante le apparenze, saldamente legate alla nostra quotidianità. L’evento sarà scandito dalle note del musicista Gianpaolo Rabboni, che ci accompagnerà con una suggestiva colonna sonora. Appuntamento quindi a stasera!

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