AIRC EDUCATION: su Youtube il nuovo canale per informarsi sul cancro

di Gabriele Vallarino

La Fondazione AIRC è il primo polo di finanziamento privato in Italia per la ricerca sul cancro. Ventimila volontari e tantissimi sostenitori che nel 2020 hanno permesso di erogare 125 milioni di euro – insieme a FIRC – per la ricerca oncologica.

AIRC è anche partner storico della Notte Europea dei ricercatori e delle ricercatrici coordinata da Frascati Scienza.

Di strada ne è stata fatta tanta. Dalla nascita nel 1965 ad oggi non si è mai perso la bussola: raccogliere fondi per far progredire la ricerca sul cancro e divulgare una corretta informazione scientifica per promuovere la salute e la prevenzione del cancro.

Anche di fronte alla sfida dell’emergenza sanitaria COVID, si è mantenuta dritta la barra del timone: certo ci si è dovuti reinventare per quanto riguarda la divulgazione vista l’impossibilità di attività in presenza.

Sono tre “le grandi piazze” in cui AIRC incontra la gente per i suoi progetti di education e edutainment: il mondo della scuola, dell’università, e dei festival scientifici.

LA SCUOLA

Nella scuola abbiamo aumentato la nostra presenza digitale”, racconta Riccardo Di Deo, Outreach and Education Coordinator AIRC, “fondamentalmente attraverso due modalità: la prima sono i seminari online (webinar), la seconda è la nascita a marzo 2020 del canale YouTube AIRC Education. Sempre nel 2020 è stato ampliato il progetto su scala europea, ottenendo un finanziamento Erasmus + dalla commissione europea. Si chiama STARS GAME e ha l’obiettivo di sviluppare una escape room digitale per l’educazione scientifica sui temi della ricerca biomedica con un approccio innovativo e coinvolgente.  Il progetto coinvolge oltre 1.300 studenti insieme a ricercatori e comunicatori scientifici coinvolti da AIRC e delle altre tre istituzioni internazionali che partecipano al progetto.”.

La rete AIRC nelle scuole coinvolge “462mila studenti e oltre 14mila istituti”, prosegue Di Deo.

L’UNIVERSITÀ

“Nel mondo universitario continua il progetto nato nel 2016 AIRCampus – prosegue Di Deo – che fa conoscere agli studenti di diverse Università italiane la realtà a tutto tondo di AIRC: dalle attività dei ricercatori, al tema della raccolta fondi, al volontariato”. E AIRC non solo incontra gli studenti di medicina. Appartengono alle più diverse discipline gli studenti che partecipano alle lezioni di AIRCampus. 

I FESTIVAL SCIENTIFICI

“Il 2020 ci ha costretto a ripensare a tutto. I nostri laboratori fisici, ad esempio, dovevano diventare digitali mantenendo, però, l’interazione e l’intrattenimento educativo”, ragiona Di Deo, “grazie ai nostri divulgatori scientifici e ricercatori che diciamo ‘superano le difficoltà dello schermo’ siamo riusciti a partecipare a 24 festival e incontrare 36mila tra studenti e cittadini”.

Certo che c’è tanta nostalgia di tornare in presenza, “il contesto dal vivo è irrinunciabile”, conclude Di Deo, tuttavia, “da questa esperienza che è stata l’emergenza COVID abbiamo acquisito un bagaglio di nuove conoscenze ed esperienze che non va perduto ma che cercheremo di integrare assieme al lavoro sul campo ”.


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