“Vedere un mondo in un granello di sabbia, E un cielo in un fiore selvatico, tenere l’infinito nel cavo della tua mano e l’eternità in un’ora”

Gli Auguri dell’Innocenza William Blake

Dall’11 dicembre 2010 al 6 Gennaio 2011, le Scuderie Aldobrandini di Frascati ospitano la mostra L’Origine, un viaggio fra Arte e Scienza.Trenta artisti provenienti dall’Europa e dall’Africa mostreranno quanto arte e scienza siano vicine l’una all’altra in questo immaginario viaggio verso l’origine dell’uomo. Conferenze e spettacoli, inoltre permetteranno di parlare di alcuni importanti temi della scienza contemporanea e di divertirsi e passare piacevoli giornate. La mostra esporrà inoltre una serie di opere d’arte Makonde, patrimonio culturale del Mozambico, eseguite dagli artisti del centro d’Arte e d’Artigianato Nairucu Arts.

“Ricostruire i primi eventi che hanno portato al mondo costituito di materia così come lo conosciamo, identificare le forze che ne regolano il funzionamento e ricercare gli anelli mancanti dell’evoluzione della specie umana, rappresentano tuttora una delle sfide più affascinanti dell’investigazione scientifica. La ricerca dell’origine ispira da sempre l’immaginario artistico. Questa mostra offre la possibilità a coloro che la visitano di contribuire alla realizzazione di una scuola d’Arte in Mozambico”

Marilena Streit-Bianchi, Nairucu-Arts

“Al giorno d’oggi osserviamo un rinnovato interesse per le collaborazioni tra artisti e scienziati. L’esposizione “L’Origine” esplora come la creatività, sia artistica che scientifica, sia importante per spingersi al di là di nuovi orizzonti”

Prof. Arthur I. Miller, University College, Londra

I Primi Istanti

Spazio, tempo, materia … tutto ha avuto origine dal Big Bang, un’esplosione gigantesca che avvenne all’incirca 13,7 miliardi di anni fa. Inizialmente si formò la stessa quantità di materia e di antimateria. Se queste ultime fossero sopravvissute in egual misura, si sarebbero annichilate l’una con l’altra dando luogo ad una radiazione. È bastata una leggera deviazione dalla perfetta simmetria tra le due a far sopravvivere l’Universo che, raffreddandosi rapidamente, creò le condizioni ideali per la costruzione dei costituenti fondamentali della materia: le particelle.

Nonostante la scienza abbia già trovato molte risposte relative alle particelle oggi conosciute in Natura (ossia quelle che governano le forze e quelle che compongono la materia), classificandole nel così detto Modello Standard, molti sono ancora gli interrogativi aperti. Come per esempio: ci sono ancora particelle da scoprire? Qual è l’origine della massa delle particelle? È possibile unificare tutte le interazioni fondamentali? E ancora: è possibile ricollegare tutti i fenomeni fisici conosciuti? Esistono le extra dimensioni? Qual è l’origine dell’Universo?

Al giorno d’oggi, sebbene ci siano diversi modelli teorici capaci di predizioni efficaci e potenti per rispondere a tali quesiti, solo la verifica sperimentale potrà dirci se queste teorie siano il prodotto di puri calcoli matematici o rappresentino un passo in avanti nella comprensione della Natura. Forse proprio le collisioni prodotte negli esperimenti dell’acceleratore di Ginevra, il Large Hadron Collider (LHC), potranno fornirci gli elementi fondamentali per risolvere alcune delle sfide più avvincenti della fisica delle particelle elementari.

Anelli Mancanti

Qui si racconta una storia naturale: la nostra. L’evoluzione che ha portato alla comparsa della nostra specie è stata a lungo in comune con quella delle scimmie, iniziata prima di 65 milioni di anni fa. Decine di milioni di anni dopo, in Africa orientale, la foresta umida iniziò a rarefarsi per poi essere sostituita dalla savana. Le scimmie antropomorfe che popolavano quella regione iniziarono ad alzarsi sulle zampe posteriori.

Questo permise loro di usare sempre più le mani per manipolare e trasportare oggetti, il cibo e la prole. Le australopitecine e altre forme di primi ominidi, nostri antenati di quell’epoca, iniziarono così a diversificarsi, riuscendo a fronteggiare le nuove disponibilità di cibo. Intorno a 2,5 milioni di anni fa da questa variabilità emerse il genere Homo.

Molte caratteristiche le aveva ereditate dalla storia di tutti i primati, altre dalle cugine antropomorfe, altre ancora dalle australopitecine. Imparò a cibarsi di carcasse di grandi erbivori e il nuovo cibo comportò un valore nutritivo migliore, tanto che il cervello iniziò a espandersi. Imparò anche a costruire i primi strumenti in pietra del Paleolitico. Aumentando di numero per un evidente successo adattativo, questi primi uomini (non ancora Homo sapiens) iniziarono a disperdersi su un più vasto areale, in Africa e in Eurasia. Furono in grado di affrontare climi estremi, di acquisire caratteristiche biologiche nuove e di sviluppare capacità anche molto simili a quelle della nostra specie, come nel caso dei Neanderthal.

Dunque, la storia della nostra evoluzione è ben più complicata del semplice fluire di una specie nell’altra, assomiglia piuttosto a un albero, le cui fronde terminali sono il risultato di un evento piuttosto recente (datato a 200 mila anni fa), avvenuto nuovamente in Africa: la comparsa di Homo sapiens, cioè di noi stessi.

I primi rappresentanti della nostra specie fecero quasi subito qualcosa di sorprendente e mai visto in precedenza. Inventarono l’arte.

Arte e Miti

La ricerca dell’origine trascende il tempo e le civiltà. Vissuto più che astratto, il sapere derivato da tale ricerca ha permesso agli esseri umani di accedere dapprima ad un mondo trasfigurato e in seguito ad un mondo razionale.

L’origine dell’essere umano è oggetto di miti e leggende che legano la sua apparizione a processi naturali (fertilità e procreazione) o all’intervento di un demiurgo. Dato che concepisce il tempo come irreversibile, la modernità modifica il rapporto arcaico all’origine. Questa non viene più periodicamente evocata da rituali che ne attualizzano magicamente i poteri, ma viene oggettivata dalla scienza.

L’uomo diventa un semplice anello nella catena evolutiva. Benchè la modernità guardi verso il futuro, rimane pur sempre affascinata dalle culture arcaiche alle quali ha voltato le spalle. Inventa quindi il “primitivo”, che sceglierà a turno d’idealizzare o disprezzare.

Come pensare l’origine oggi, sembra sia una questione aperta. Mentre il pensiero postmoderno ne considera problematico il concetto stesso e demistifica i discorsi che ne fanno uso, fondamentalismi e movimenti «New Age» promettono un ritorno agli antichi albori.

Giunto a noi dalle Metamorfosi di Ovidio, il mito di Pigmalione, emblema dell’origine come sorgente d’ispirazione artistica, è un’antica rappresentazione del potere dell’arte. Esso esplora il rapporto tra la creazione artistica ed il corpo femminile, nonché la sessualità. L’origine dell’uomo e l’origine dell’arte vengono richiamate assieme dalla leggenda dell’origine del popolo Makonde, presentata e rappresentata in questa mostra.

Scarica in formato PDF la brochure della  mostra L'Origine (1405 download)

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